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L’Alba di un nuovo decennio: dagli occhi di una studentessa Erasmus

by Harriet Lord

Per molti di noi studenti universitari, la transizione verso il 2020 segna il primo memorabile inizio di un nuovo decennio. Certo, se ci provo posso ricordare l'inizio del 2010, ma a soli 11 anni per me non aveva alcun significato. Ora, dieci anni dopo, a metà del mio anno di studio all'estero, in Italia, vorrei fermarmi un momento per valutare cosa significa il nuovo decennio per me e per gli altri.

Nel contesto Europeo, la Gran Bretagna lascerà l'Unione Europea il 31 gennaio 2020. Per molte persone questa è una tragedia che segnala la perdita di una lunga relazione tra la Gran Bretagna e molti altri paesi europei, in quanto rappresenta la prevalenza dell'interesse nazionale e una perdita di cooperazione e comunità. Tuttavia, il tempo trascorso all'Università di Bergamo grazie al programma Erasmus mi ha dimostrato che non è questa la strada da percorrere.

 

La maggior parte dei miei amici qui a Bergamo sono Europei, vengono dal Portogallo, dalla Francia, dalla Germania, dai Paesi Bassi ecc. Ci siamo incontrati attraverso degli eventi organizzati dalle due meravigliose società Erasmus di Bergamo (queste svolgono un ruolo importante nella vita sociale dell'Università per tutti gli studenti, molto diversamente da Exeter). Abituarmi alla vita in Italia non è stato facile, ma ciò che davvero ne è valso la pena è stato conoscere nuove persone. E mentre sono stata qui in Italia, ho imparato due cose sul futuro, e in particolare su come potrebbe essere questo decennio.

 

In primo luogo, ho potuto sperimentare un grande senso di unità tra noi giovani europei, un’unità che ci lega anche con le persone che provengono dai paesi extra-eu, come è successo con il mio amico messicano. Non si tratta del luogo da cui provieni, ma piuttosto del fatto che siete un gruppo di persone della stessa età, della stessa generazione, con desideri e speranze simili, all'interno dello stesso contesto. Quando lasceremo l'Unione europea, non lasceremo l'Europa. Mentre la politica non è il mio campo, so che è possibile per noi continuare ad avere relazioni positive e fruttuose con i paesi europei, se lo desideriamo. E indipendentemente dal clima politico, so che i miei amici europei non vogliono essere separati dal Regno Unito, vogliono ancora viaggiare lì, vivere lì, vogliono ancora essere amici degli Inglesi. Sicuramente, la nazionalità e la cultura nazionale sono molto importanti per tutti i miei amici, ma desiderano condividerli. Penso che siamo tutti d'accordo sul fatto che sì, siamo tutti diversi, ma più di questo, ciò che è importante è che siamo tutti uguali. E questo mi dà speranza per il futuro del Regno Unito nel contesto dell'Europa e del mondo.

 

In secondo luogo, vivere in Italia mi ha dimostrato che l'inglese è la lingua franca di oggi. E non penso che questo cambierà nel prossimo decennio. Ci sono eccezioni, ovviamente non tutti parlano inglese, infatti con alcuni dei miei amici comunico in italiano e talvolta francese. Ma nel complesso, il 99% delle volte, la lingua franca tra un gruppo qualsiasi di giovani europei, è l'inglese. L'inglese è la lingua che la maggior parte delle persone ha in comune. E mentre questo non è particolarmente utile per me come studentessa di lingue, devo ammettere che è una cosa davvero fantastica. Nonostante la Brexit ecc., la lingua inglese unisce le persone e consente alle persone di diverse nazionalità di comunicare.

 

Tuttavia, è ancora molto facile notare l’importanza dell'apprendimento di una lingua europea o di una qualsiasi lingua straniera. C'è qualcosa di meraviglioso e allo stesso tempo gratificante nel parlare a qualcuno nella propria lingua. Mostra impegno e cura, e penso che se vogliamo mantenere buoni rapporti con altri paesi, dobbiamo continuare a fare degli sforzi per integrarci, in parte attraverso la lingua.

 

Infine, ritengo sia davvero necessario soffermarsi un momento e considerare il destino dell’Erasmus nel prossimo decennio. Ovviamente, i leader politici decideranno se il Regno Unito continuerà a far parte del programma Erasmus o meno. Forse le cose saranno diverse. Ma la cosa certa è che tutti i miei amici, britannici ed europei, sperano che il Regno Unito continui a partecipare al sistema di scambio tra studenti stranieri: è fondamentale per l'apprendimento delle lingue, per la conoscenza di culture diverse e per l'unione tra le persone.

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